I musei gratuiti nel Regno Unito compiono 20 anni.

Impatto e Curiosità di un caso quasi unico al mondo.

Se avete visitato almeno una volta Londra, avrete sicuramente apprezzato una cosa, i musei sono ad ingresso gratuiti! Grandioso! ma vi site mai chiesti perché? come fanno ad essere gratuiti?

In un saggio investigativo per il mio master in Museum Studies nel 2015 mi son posta la stessa domanda e continuo ad interrogarmi.

Wallace Collection Gallery, London

Come non apprezzare la libertà di visitare gradi musei come il British Museum e la National Gallery di Londra che espongono capolavori di arte e cultura senza dover pagare un biglietto di ingresso. Mi ricordo la prima volta che visitai Londra, da amante dei musei fu un piacevole invito inaspettato. Lo stesso stupore lo vedo ogni volta che quando guido un gruppo di Italiani tra le sale della National Gallery e presento il museo dicendo “le collezioni dei musei nazionali britannici sono  accessibili gratuitamente per tutti”.

V&A Museum, London

I vantaggi per i visitatori sono molteplici. Per me Londinese di adozione e amante di tutto ciò che è cultura, free entrance vuol dire andare in un sabato di pioggia (e capita spesso) a rivedere i Girasoli di Van Gogh alla National Gallery, salutare la Stele di Rosetta passeggiando per il British Museum o prendere un thè all’inglese al V&A Museum circondata dalla poliedrica collezione. Insomma in musei nel Regno Unito diventano non solo un nome della lista di cose da fare in visita, ma specialmente per i locali, un luogo di incontro, di memoria e di emozioni.

Ma perché i Musei Nazionali sono gratuiti in UK ?

British Museum, London

Il caso dei Musei Nazionali Britannici è (quasi) unico in Europa e nel mondo (il governo cinese ha reso gratuiti tutti i musei nazionali dal 2008) e comunque peculiare. La curiosità di investigarne le motivazioni mi ha permesso di approfondire le ragioni, le implicazioni socio economiche e le conseguenze di questa scelta del tutto Inglese. L’eterno dibattito: se per un aspetto il biglietto costituisce un guadagno necessario di strategia economica, dall’altro limita o priva le istituzioni nazionali del valore intrinseco e universale della loro esistenza.

Qui si fa riferimento alla definizione ufficiale di MUSEO del ICOM (International Council of Museum) – a cui tutti i musei del mondo hanno sottoscritto di appartenere (la definizione è attualmente in aggiornamento).

Il museo è un’istituzione permanente, senza scopo di lucro, al servizio della società, e del suo sviluppo, aperta al pubblico, che effettua ricerche sulle testimonianze materiali ed immateriali dell’uomo e del suo ambiente, le acquisisce, le conserva, e le comunica e specificatamente le espone per scopi di studio, educazione e diletto. (ICOM, Vienna, il 24 agosto 2007) http://www.icom-italia.org/definizione-di-museo-di-icom/

National Gallery, London

Ma torniamo indietro di due decenni per capire come nel Regno Unito i musei sono diventati gratuiti. In breve, I musei Nazionali britannici sono gratuiti dal 2001, come conseguente azione politica del Labour party che dal 1998 lavorò per eliminare il prezzo di ingresso per le collezioni permanenti (le mostre temporanee e gli eventi rimangono a pagamento). Anche il cambio di governo Conservatore dal 2011 non portò nessuna inversione di rotta.  Così i musei nazionali rimasero gratuiti (anche in Scozia e Galles) per mantenere il sostegno dell’opinione pubblica, della lobby del mondo dell’arte e dei direttori dei musei che contenti registrarono un aumento esponenziale degli ingressi. Si parla di incrementi di ingressi del 51%, un successo per i sostenitori dell’ingresso gratuito.

V&A Museum, London

Non è necessario invadere il campo della statistica per riportare dati boriosi, ma i numeri parlano chiaro. Da quando i musei divennero gratuiti nel lontano 2001, in particolare a Londra si verificò un boom di visitatori, per lo più turisti stranieri ma anche di locali (appartenenti alla classe media). Questo ha sicuramente cambiato il ruolo dei musei nella società, considerando le collezioni museali di dominio pubblico più che un valore solamente da preservare. ‘Our free museums and galleries ensure that culture is for everyone, not just the lucky few.’ Per tutti e non per pochi fortunati come disse il segretario di Stato alla Cultura Jeremy Hunt nel 2011 alla riapertura del dibattito. C’è da capire se è stato effettivamente così negli ultimi dieci anni.

Impatto socio-culturale ed economico  

Tate Modern, London

Quello che è certo è che i musei britannici hanno aperto le porte a un nuovo pubblico, attirando quelli che non avrebbero investito in un biglietto per una visita occasionale o meno al museo. Così facendo il museo diventa quindi luogo di esperienza sociale ad ampio raggio di visitatori.   I musei britannici, consapevoli di questo cambiamento di pubblico e di necessità esperienziale hanno puntato moltissimo su attività educative e di outreach (coinvolgimento comunitario), mostre temporanee spettacolari (ma a pagamento) ed eventi di intrattenimento che attirano continuamente i visitatori a tornare (a volte a pagamento).

L’impatto socio culturale è visibile nell’inclusione del visitatore – un termine molto diffuso nel programma museale da considerarsi in molteplici termini. In particolare si è registrato un aumento considerevole nella diversità etnica dei visitatori considerando la multiculturalità non solo di Londra ma di tutto il Regno Unito.

Dati del Governo del 2019

https://www.ethnicity-facts-figures.service.gov.uk/culture-and-community/culture-and-heritage/adults-visiting-museums-and-galleries/latest

 Inferiore ma comunque da considerare i dati inclusivi di quelle così chiamate classi “svantaggiate”, con un incremento che oscilla tra il 3 -5% sul totale dei musei inglesi (alcuni di più dipendentemente dalle aree). Non molto ma è già qualcosa. E qui ci si rende conto come riporta ormai da più di un decennio che il biglietto di ingresso era e sì una barriera per l’ingresso di certe categorie di pubblico ma non l’unica motivazione per non entrare. Le ragioni sociologiche e culturali del modello di stile di vita, l’ambiente di provenienze e l’interesse personale influiscono molto di più che quelle economiche.

National Gallery, London

A beneficiarne di più sono sicuramente i turisti stranieri, circa 18 milioni per anno, che arrivati a Londra visitano i Musei Nazionali gratuitamente.Questa apertura ha portato portando tre dei musei londinesi, British Museum, National Gallery e Tate Modern a essere tra i 5 musei più visitati al mondo (su un totale di 50 musei nazionali britannici gratuiti). Gli ultimi dati riportati dal Governo di questo 2020 (prima della chiusura totale dei musei per Covid-19) vedeva il British Museum sempre in testa con un totale di 5.911.385 visitatori (2019-2020).

Ora qui è facile immaginare quale sia il vantaggio economico ad ampio raggio portato dall’alto numero di visitatori nei musei. Anche senza pagare l’ingresso, il visitatore consuma in altro (tanto altro) e in modo non indifferente per l’economia turistica di Londra.Se ormai i turisti stranieri sono consapevoli di questo vantaggio londinese, quelli a stupirsi di più sono i cittadini britannici che andando in giro per il mondo si trovano a pagare (più o meno cari)  ingressi ai musei!

Science Museum, London

Ma non mancano gli svantaggi. Oppositamente i musei nazionali dal 2001 dovettero e devono tuttora combattere strenuamente con i tagli dei finanziamenti statali. Per sopperire all’ingente buco economico si sono create strategie di marketing e fundrasing fondamentali per la sopravvivenza.  Con grande impegno i musei nazionali si adoperano per incentivare le donazioni private di ricchi patrons e copiose partnership, in cambio di un coinvolgimento speciale sulla vita museale (eventi, tour privati e molto altro). Questo si è sorprendentemente rivelato un finanziamento stabile e continuativo di fundrasing (con varie controversie sulle fonti private ma questa è un’altra storia).

British Museum, London

A visitatori “comuni” viene ancora gentilmente richiesta una donazione di gradimento e per i taxpayers (residenti) il così chiamato il generoso giftaids (1£ di donazione aggiunto a un biglietto di ingresso alle mostre temporanee recuperato in percentuale dal museo in tasse).Per quello se vi capiterà di entrare nei musei nazionali inglesi (appena sarà di nuovo possibile in questo 2020) non vi stupite di vedere ad accogliervi all’entrata membri dello staff che vi chiedono donazioni, sono necessarie e per vedere le meraviglie che vi si stagliano nelle sale più che accettabile.

Per concludere, sono ormai passati 20 anni e i musei nazionali nel Regno Unito rimangono per diritto acquisito gratuiti.

Senza dubbio il dibattito internazionale continuerà, soprattutto in questo periodo di crisi economica causata della dichiarata Pandemia mondiale e li ha costretti (come un tutto il mondo) ad affrontare una crisi senza precedenti (l’ultima chiusura totale risale alla seconda guerra mondiale). Sebbene il sostegno del Governo inglese è stato necessario il danno è ingente. Sarebbe il caso di reintrodurre l’ingresso a pagamento? Aiuterebbe economicamente le istituzioni?Staremo a vedere. Ma è improbabile che i musei nazionali nel Regno Unito reintroducano l’ingresso a pagamento.

Tate Britain, London

Quindi attendiamo con ansia la riapertura in sicurezza delle più belle gallerie di Londra, così da poter tornare a salutare Vincent van Gogh e Leonardo in un sabato pomeriggi di pioggia inglese.

A presto

Silvia

Ps. Tutte le immagini sono tratte dalla mia personale raccolta di visitie girvagando per i musei londonesi.